Museo Civico U.Mastroianni

Il Museo civico “U Mastroianni”, inaugurato nel 2000, ha sede nell’ex chiesa di S. Lucia, che si può annoverare come una tra le più importanti testimonianze architettoniche della storia della città di Marino. Costruita nei pressi dell’antica rocca dei Frangipane, venne eretta su una cisterna romana databile tra il I ed il II sec. d. C., costituita da un locale a pianta quadrata con quattro pilastri centrali rettangolari, portanti un sistema di volte.

Tra l’VIII ed il X secolo l’ambiente fu riutilizzato come luogo di culto cristiano, sul lato est venne costruito un gradino rialzato, con al centro la traccia di un elemento circolare probabile sostegno di una mensa d’altare; vicino a questo infisso nel gradino c’è un tubo di terracotta, da mettersi verosimilmente in relazione al rito della refrigeratio. L’unico accesso al vano, in questo periodo, si trova sul lato ovest con un’apertura rialzata di alcuni gradini rispetto al pavimento, mentre sul lato nord furono aperte tre piccole finestre a gola di lupo con l’intento di illuminare l’interno.

Nel 1102 secondo i frammenti di un’epigrafe ora perduta, venne edificato in forme romaniche il primo edificio ecclesiale vero e proprio, inglobando con funzioni di campanile una casa-torre costruita intorno al X secolo sul sito. Il fabbricato, sopraelevato rispetto alla quota delle strade circostanti, si presentava con un impianto basilicale a tre navate e abside centrale, con l’ingresso che avveniva tramite una scalinata da via S. Lucia, uno degli assi viari medioevali più importanti del paese.

Intorno alla metà del XIV secolo, in concomitanza con il passaggio di proprietà del castello di Marino dai Frangipane agli Orsini la chiesa venne ridecorata completamente, lavori testimoniati dall’affresco raffigurante S. Onofrio e dalla bifora simile a quelle di S.Maria in Aracoeli

La grande trasformazione che diede l’attuale aspetto goticheggiante all’edificio, con una serie di arconi a sesto acuto su cui poggiano i setti murari portanti il tetto a capriate, avvenne allorquando la famiglia Colonna subentrò nel possesso dell’abitato agli inizi del XIV secolo.

La chiesa fu sconsacrata nel 1669, in concomitanza con la costruzione della Colleggiata di S.Barnaba riutilizzando parte degli arredi per decorare il nuovo edificio.

Dopo la soppressione seguì un lungo periodo di spoliazione e decadimento, divisa tra vari proprietari fu adibita a lanificio, fienile, tinello. Nel 1850 passò ai Frati Missionari del Preziosissimo Sangue che la riaprirono la culto, ma dopo il 1870 l’edificio è compreso tra i beni demaniali e nuovamente utilizzata per scopi profani, tra i quali sala per spettacoli, Casa del Fascio. Danneggiata in parte dai bombardamenti del 1944, nel 1948 fu ricostruita e adattata a rifugio per gli sfollati. Infine nel 1974 venne venduta dal Demanio al Comune di Marino come sede di manifestazioni culturali.

Nel Museo sono esposti attualmente reperti provenienti dai ritrovamenti effettuati nel territorio comunale che comprendono statuaria classica, cippi sepolcrali, sarcofagi, iscrizioni ed un frammento di recinto presbiteriale proveniente dall’antica chiesa, a cui si aggiunti i reperti provenienti da alcuni sequestri effettuati dalla Polizia di Stato.

 

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